domenica 19 gennaio 2014

L'Africa che non mi aspettavo ...

Francamente non sapevo cosa aspettarmi.
Sapevo quando sarei partita con chi e la meta, poco altro.
Martina, il mio contatto per il mio primo viaggio in Africa è sempre stata un po' vaga e solo ora capisco il perché.
Sono arrivata a Jambiani dopo quasi 24 ore ma già sorvolando la Somalia ho capito che avrei dovuto rivendere i miei preconcetti su questo continente. Esiste ancora un posto che non avrei mai potuto immaginare.
Una volta a terra le gambe quasi cedono al caldo, non solo arrivo dall'inverno ma dalle Alpi più alte. Nel tragitto dall'aeroporto al villaggio ho avuto modo di credere che non ce l'avrei fatta a sopportarlo, evidentemente mi sbagliavo.
Dire dove sono ora è difficile. So che scrivo dal letto della mia camera senza vetri alle finestre, in riva all'Oceano Indiano. Il vento soffia così forte che si confonde con le onde che s"infrangono sotto al mio materasso, so che sono a qualche decina di metri ma in realtá sembrano essere proprio qui sotto. Non so che ore sono nè esattamente che giorno sia.

Sinceramente mi risulta difficile perfino descrivere dove sono.



Credo d'essere finita in un'altra dimensione. Nel sogno di un viaggiatore distratto che per sbaglio mi ci ha lasciata entrare. 
La mia camera è un castello illuminato in mezzo ad un buio villaggio africano.
Niente luce, niente acqua corrente, niente case, o almeno non come le intendiamo noi.
Case di paglia e sassi, con i pavimenti di terra battuta e il bagno a cielo aperto. 
È difficile credetemi descriverlo ma sono certa che se vi concentrate sul primo elemento ossia sul fatto che qui non usano la corrente elettrica comincerete a capire meglio.
Niente corrente elettrica. 
Niente luce e dunque niente di quello che conosciamo ed inaspettatamente questa è la magia.
Bambini che corrono nel buio dei quali senti solo le risate, falò che illuminano gruppi di uomini e donne che parlano fitto fitto, la luna che ci fa cogliere le famiglie che dormono per terra fuori casa e l'odore del mare che percepisci e senti ma non vedi.




Volevo l'Africa ed avevo paura di non trovarla, mi sbagliavo, a Jambiani ho trovato quella vera, quella originale, quella senza la parte più nera e macchiata dalla guerra.
Viverla dal mio castello con il pavimento di cemento, con la corrente e con la doccia è un privilegio ma stare nella guest house di una onlus mi ha dato la possibilità di provare un'esperienza diversa  che non dimenticherò.
Se escludiamo qualche altro ospite di Why non sembrano esserci molti altri turisti oltre a Il mio piccolo, mio marito e le nostre meravigliose inaspettate compagne di viaggio, Paola e le sue due ragazze. Siamo i soli in spiaggia, i soli nel villaggio...e ad accompagnarci nelle nostre uscite, a raccontarci Jambiani, ci sono proprio le persone che abitano qui.
Ho detto che non sarei stata in grado di raccontare dove sono, non lo so bene nemmeno io. Questo è il paradiso di un mondo perduto. Qui il tempo si è fermato e ruba i cuori di chi passa per poco. Qui si perde ogni certezza perché non resta che chiedersi che fine abbiamo fatto. Che fine abbiano fatto le nostre anime. Perché seduta sui gradini della casa dell'anziana del villaggio la guardo intrecciare una corda di cocco che le servirà per legare la paglia del tetto e chiedo a Suma di tradurre le mie domande e più chiedo più m'accorgo di non essere una privilegiata. 
"Quanti anni ha la signora?" "Non lo sa, forse un giorno era scritto sulla casa di fango ma poi le piogge l'hanno distrutta e nessuno più sa quanti anni può avere" .
Qui non serve saperlo. Qui basta vivere.





Qui i bambini sono di tutti e giocano per strada e ti rincorrono per prenderti per mano.
Qui si lavora al mattino e poi si gioca anche se si é grandi o si sta all'ombra dell'albero più vecchio per parlare. 
Qui non ci sono i negozi, se ti mancano i fazzoletti devi semplicemente fartene una ragione.
Qui i ristoranti sono alcune sedie fuori casa, tu ti siedi, ordini e loro vanno a recuperare in giro quello che serve e poi te lo cucinano su tre sassi a formare un focolare, non hanno il frigorifero e se vi cominciate a pensarci si apre un mondo.
Qui tutto è magico e quando alla sera torni a casa il cuore si ferma per poter immagazzinare la poesia del buio vivo e quando una lampadina sperduta illumina una piccola via ti chiedi se infondo non sia tutto troppo bello per essere vero e per un attimo cominci a cercare i segni che indichino che infondo sia solo un set cinematografico per buggerarti.
Qui non si ha nulla, perfino il cibo è poco ma ho visto solo sorrisi.
Perché io credo qui si trovi ancora Il mistico, la magia, non so per quanto, ma ora c’è.
Questo viaggio è un viaggio importante, di quelli che non si possono ripetere, un ultima possibilità per capire, un privilegio.
Un viaggio in uno degli ultimi pezzi di mondo vero che stanno per scomparire divorato anch'esso da bisogni inesistenti. Un’isola dentro ad un’isola e sembra incredibile.
Un viaggio dove per la prima volta ho visto le stelle, quelle vere...non sapevo potessero essere così grandi, così brillanti...così potenti.

La settimana prossima partirò per Nungwi, dove non solo la luce elettrica è arrivata ma lo sono anche i turisti ed i grandi hotel.
Ritornerò al mio Ipad, al telefono, ad una connessione wifi con la quale spedirò questo post e il mio cuore comincerà un poco a dimenticare e la mia mente avrà di nuovo bisogno della sua dose quotidiana di tecnologia e di uniformazione, sceglierò le scarpe da mettere e sceglierò il cibo da un menù che prevede d'essere serviti entro meno di tre ore...
È quando il cuore avrà quasi dimenticato tornerò a casa, dove impazzirò per riuscire ad incastrare tutte le cose che devo fare non riuscendo mai a trovare spazio nemmeno per il dentista. Passerò gran parte del mio tempo a lavorare per pagare quello che mi serve per lavorare e l'altra parte per comprare cose che in fondo non mi servono nemmeno. E finché non mi tornerà in mano una vecchia foto del viaggio più bello che abbia mai fatto non mi ricorderò che sono sì fortunata a vivere in un meraviglioso paesino del trentino in una bella casa e libera di fare un lavoro bellissimo ma che é tutto un fantastico castello incantato in cui é tutto bellissimo ma in realtà non siamo più liberi di scegliere. Forse un giorno riuscirà ad esserci un equilibrio. Forse basterebbe solo spegnere la tivù e non farci dire di quale profumo abbiamo bisogno....o forse infondo va tutto bene così, al mio ritorno partirò subito per Parigi, un altro viaggio, un altro mondo...ma non avrò ancora dimenticato quelle risate e il pensiero che per un momento mi ha fatto immaginare di non tornare indietro...
Forse se avessi saputo che Jambiani non sarebbe cambiato...forse sarei potuta rimanere...


















Nungwi: Arrivare a Nungwi dopo aver vissuto a Jambiani è stato strano.
Ad accoglierci la stessa bassa marea, lo stesso cielo, lo stesso vento ma tutto era differente.
Mi sono comunque sbagliata, pensavo sarebbe stato rientrare bruscamente nel civiltà ed invece no...siamo ai bordi di un paese semplicemente più grande ma niente comunicazioni stabili nemmeno da qui...spedirò il tutto una volta atterrati in Oman :)
Pensavamo sarebbe stata la parte più rilassante del viaggio, un hotel importante, tutti i comfort immaginabili...eppure è stata la nostalgia la protagonista dei giorni passati in riva al mare più bello del mondo.
Nostalgia dell'Africa appena vista, della verità e la consapevolezza che un viaggio così non l'avremmo mai potuto rifare perché il mondo sta cambiando troppo velocemente.
Voglia di fissare per sempre i ricordi perché io ho viaggiato molto ma ci sono viaggi più importanti di altri.
Qui in un Nord a sud dell'equatore che preannuncia cosa capiterá anche agli splendidi Paesi visitati abbiamo trovato spiagge che non avevamo immaginato potessero esistere, e tramonti che scalderanno il cuore per i mesi freddi che ci aspettano al ritorno.
Qui dove i colori sono talmente belli da non poter essere fotografati, dove la natura sembra dipingere i paesaggi, dove il tempo passa lento e pieno di niente...qui aspettiamo insieme al susseguirsi delle maree.
Non ho mai visto in nessun'altro posto al mondo un mare così. Così pulito, così leggermente azzurro da sembrare quasi bianco e l'orizzonte così limpido da fondere il cielo con il mare...mi sembra d'essere in una sfera magica, seduta su borotalco con i piedi nell'azzurro, non mi resta che riempire gli occhi e vivere il sogno...perché la fortuna di vedere spettacoli di questo tipo non capita quasi mai una seconda volta.











A presto

Dora





2 commenti:

  1. Dora che viaggio stupendo, un mio sogno che forse non si avvererà mai. Una vacanza da non vacanziere a respirare l'aria che respira la gente del posto. Non sapevo dove fosse Jambiani e sono andata a vedere. Grazie per questo racconto che sa tanto di sogno e per le immagini davvero speciali. Mi immagino che al ritorno ci si possa sentire anche un po' spaesati, vero ? Un abbraccio

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  2. Carissima, è stato davvero un viaggio stupendo forse lo è stato ancor di più proprio perchè non mi aspettavo di trovare un posto ancora senza turismo e dove saremmo stati considerati degli ospiti, dove nessuno ci ha mai chiesto nulla ma tutti ci salutavano, è vero è stato un viaggio non una vacanza proprio perchè nessuno ci ha trattato come turisti. Spaesata e nostalgica ma pronta per un nuovo giorno ^_^ Un abbraccio

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