giovedì 24 dicembre 2015

XIII. Buon Natale!

Si racconta che lentamente abbiamo perduto il dono di parlare con gli animali, che gli uccelli non visitino più i nostri davanzali per conversare. Man mano che i nostri occhi si abituavano alla vista si sono corazzati contro la meraviglia.

Così Leonard Cohen e così voglio iniziare i miei auguri di quest’anno perché è questo che auguro a tutti noi: che i nostri occhi tornino ad esser quelli dei bambini, che il nostro cuore torni a credere alla magia, che le nostre orecchie possano ascoltare i discorsi di quegli uccellini anche se la vita non è fatta solo di luccichi e cose belle, non è sempre serena e spesso ci riserva prove che sembrano insuperabili, forse mai come in questo tempo. Però…però questa vita, questo tempo, è l’unico che ci è concesso in sorte e dunque non ci resta che trovare la chiave per viverlo come se oggi fosse il nostro giorno più bello. Che Natale arrivi e porti con sé cuori traboccanti d’emozione, abbracci sinceri e pieni d’amore. Che sia per noi quello che rappresenta veramente,  l’inizio di qualcosa di buono. Che si avverino i desideri, che riusciate ad insegnare alla vostra anima che per essere felici si deve voler essere felici. Che la felicità si merita e per meritarla bisogna credere nelle cose belle e saperle vedere. Nonostante tutto. 
Siate gentili, fate in modo che le persone possano sorridere con voi che possano trovare nelle vostre parole un posto dove stare al caldo, trovate il tempo per chi vi ama e come dice una persona saggia, lasciate dietro di voi un buon profumo perché solo così potrete essere sereni e la serenità e il regalo più bello che possiate fare a voi stessi ma soprattutto è l’unica via per essere davvero felici. 

Che il vostro Natale sia questo. Il mio lo sarà perché quest’anno è stato un anno meraviglioso. Forse mi ha presentato una delle prove più dure della mia vita ma proprio per questo lo è ancor di più. Perché sono qui ed ho tutto quello che voglio. Nonostante tutto. Perché sono felice. Il mio Natale dunque quest’anno sarà una festa per dire grazie. Grazie a chi c’è sempre stato, alle amiche vere e sincere che mi sopportano e hanno reso migliore ogni mia giornata, a chi mi ha rubato il cuore e ancora lo tiene stretto vicino al suo, a chi sarà il mio futuro e a chi mi rende felice. A voi che mi avete accolta nelle vostre vite e mi avete raccontato le vostre storie, mi avete mostrato i vostri progetti, mi avete coinvolta nelle vostre rivoluzioni e soprattutto a voi che vi fidate di me. Sempre. Spero d’esser stata all’altezza e spero di poter esser ancora il vostro Bianconiglio. 

Che il Natale sia il vostro salto nella Meraviglia e che sia l’inizio di tutto ciò che desiderate.

Un abbraccio.

Dora

lunedì 12 ottobre 2015

Le porcellane del bosco incantato



Autunno è la stagione dove i progetti si concretizzano, dove quello che era solo sogno diventa tangibile, dove arrivano le collezioni più importanti, quelle che segnano l’anno in  corso, quelle che fanno fare i bilanci dello stile.
Autunno è l’inizio.
Per me è l’inizio.
Disegnare le mie linee è sempre stato come innamorarmi. Costruire un prodotto nuovo, immaginare come sarebbe stato nelle vostre case, nella mia, provarne il prototipo e poi metterci finalmente un marchio è un lavoro meraviglioso, intenso, complicato ma che da una soddisfazione impagabile. Creare qualcosa dal nulla non è come appiccicare il proprio nome su qualcosa che esiste, comporta mesi e mesi ( a volte anni) di prove, di studi, di farfalle nello stomaco che ci sono oppure no.
Quello che vi presento oggi è uno di questi progetti (non sarà l’ultimo di questa stagione), forse quello che non avrei mai pensato di riuscire a fare perché comporta una variabile umana che io non metto mai in conto.
Lavoro da sola, sempre, penso da sola, creo da sola, sbaglio da sola. Non perché sia sufficiente a me stessa ma perché sono complicata già di mio e so bene quello che voglio, spiegarlo sarebbe inutile.
Questo lavoro però è il frutto di due cuori, il mio e quello di Giorgia Brunelli (Giovelab). Ci siamo trovate sulla stessa strada tanti anni fa, ci siamo piaciute e ci siamo sentite abbastanza vicine da mettere insieme le nostre teste e cercare di vedere cosa ne sarebbe uscito. Veniamo entrambe dai boschi ed è lì che abbiamo trovato la quadra di quello che stavamo facendo.
Un progetto nato all’ombra di un albero lontano.
Porcellane magiche, che catturano i sentimenti e fissano i ricordi. Un promemoria di vita e di momenti belli.
Credo fortemente nella potenza delle parole e dei simboli.
Mentre immaginavo questa linea ho pensato che ogni volta avreste portato alla bocca una delle nostre tazze avreste rivissuto l’emozione di quando vi è stata regalata o il momento in cui l’avete scelta per  voi.
Volevo fermare l’attimo nella materia.
Tazze portatrici di fortuna, messaggere di buone cose, piattini che raccontano favole, zuccheriere fatte di fiori…stelle cadute sulla porcellana che ci ricordano notti magiche passate e future. Una collezione speciale, impastata con terra finissima e sentimenti potenti. Perché gli oggetti diventino amuleti quotidiani, perché s’impregnino dei momenti che raccontano.
Per te. Perché l’attimo in cui i tuoi occhi si poseranno su di loro possa sentire un pochino dell’amore e della magia che abbiamo usato per crearli.
L’anteprima della nostra collezione sarà in negozio a partire dal 2 Novembre 2015.
 Clicca per vedere l'anteprima

Giorgia, grazie, non potevi che essere tu.

mercoledì 17 giugno 2015

Nuova newsletter!

Ci siamo oggi è stata spedita la seconda newsletter del nuovo sito! Nuovo video sui colori Chalk Paint e nuovo mini tutorial questa volta di Francesca Croce, e voi vi siete già iscritti su 








lunedì 18 maggio 2015

AmoMaggio

Quante cose son successe e quanti racconti arretrati...il tempo corre, mi sembra ieri quando vi raccontavo dei nuovi progetti e invece son passati mesi...
Non dirò che non ho mai lavorato come in questo periodo, sarebbe una bugia, ma di certo ho passato innumerevoli notti insonni davanti a questo schermo. Notti a disegnare case vicine e lontane, a seguire gli ordini in arrivo ora e quelli delle prossime stagioni, a disegnare la prossima collezione invernale... ma soprattutto a comporre il nuovo sito che presenteremo tra qualche giorno e a far in modo che le nostre linee All White siano perfette.
Insomma la testa che gira e ovviamente le cose che capitano capitano tutte insieme, sto perfino disegnando per un'importante azienda una speciale linea che sarà disponibile in Italia l'anno prossimo  ma che prima sbarcherà negli Emirati Arabi ... mentre lo scrivo ovviamente sorrido e mi mangio le mani per non potervi dare maggiori dettagli :)
Dunque eccomi...a dirvi che non son scomparsa ma sto solo preparando un nuovo All White, come sempre.
Nel frattempo continuano ad arrivare cose nuove ma siamo a maggio, il mio mese preferito non poteva non essere che così.









mercoledì 8 aprile 2015

Shabby Chic e quello che piace a me

Ormai quasi tutto ciò che appartiene al "fai da te" viene definito Shabby Chic, basta che l'oggetto sia stato ridipinto in qualunque modo, che vi sia stata trasferita un'immagine o che gli sia stato incollato sopra qualunque cosa di romantico (pizzi, merletti, cuoricini o fiori) ed improvvisamente viene collocato ad honorem in questo stile.

Vorrei fare un punto della situazione, diciamo pure il mio personalissimo punto sulla materia, premettendo che non tutto ciò che è davvero Shabby è automaticamente migliore di ciò che non lo è.

Lo stile Shabby (logoro) Chic (non inteso come elegante ma come riposizionato in un ambiente raffinato) che conosciamo noi nasce quasi trent’anni  fa ma in Italia si comincerà a parlarne seriamente solo dalla fine degli anni novanta.
Il suo straordinario successo dipende in realtà da molti aspetti non ultimo il fatto che i mobili prodotti per la fascia media siano sempre di qualità più bassa ed il difficile periodo storico che stiamo attraversando non sempre dà la possibilità di cambiare arredo Proprio quando stiamo più in casa, quando fuori dal nostro nido ci sono magari dei problemi e allora tendiamo a renderla più accogliente, a rinnovarla, a creare un angolo il più possibile sereno, il poter utilizzare materiale povero e creare è un vantaggio non indifferente, diciamo pure il giusto bisogno nel giusto periodo. 
Un altro punto a favore di questo stile è la materia prima. I mobili da lavorare si possono trovare ovunque proprio perché devono essere tassativamente "vecchi". Quasi sempre li abbiamo in casa oppure nella soffitta di qualche parente ma se non fosse così ecco che nei mercatini dell’antiquariato, dai rigattieri o su internet possiamo recuperarli per pochi euro. 
Per questo lo Shabby è così amato, si presta ad infinite rivisitazioni e ci dà la possibilità di intervenire 
personalmente. 



Molte volte è piuttosto semplice e può essere realizzato da chiunque abbia una buona manualità e voglia di imparare proprio perché shabby significa logoro, malandato e contempla mobili finiti in maniera spesso volutamente approssimativa, quasi incompiuti o con finiture che ricordano il passare del tempo, che segnano l’arredo quasi a voler fermare e rivisitare un passato che non abbiamo vissuto ma che in questo periodo è molto vicino a noi. 
Lo Shabby ha poco a che vedere con la ben più complicata arte del restauro.
Lo “Shabby”  è piuttosto il voler far rinascere un vecchio mobile non più attuale e che mal s’inserisce nei nostri arredi rendendolo un pezzo che dona nuove emozioni. 
Ci vuole pazienza ma soprattutto il buongusto di capire che cosa sia poi, come dicevo prima, uno degli aspetti migliori di questo stile è proprio il poterlo creare in modo semplice. 




E’ diventato un genere così comune da aver addirittura permesso di coniare termini in passato sconosciuti come “shabbare” che indica quasi sempre una patina semplice realizzata con colore e carta vetrata.
La diffusione tra le persone non addette ai lavori e il materiale eterogeneo disponibile in Italia ha dato modo di sviluppare uno “Shabby personalizzato” reinterpretato a seconda delle disponibilità e il gusto di chi lo crea. Anche se la maggior parte di ciò che vediamo spesso ha ben poco a che vedere con lo spirito iniziale raccontato per la prima volta su una rivista da Rachel Ashwell (che poi negli ultimi anni ha adattato a richieste di mercato non sempre attinenti al tema) non credo si debba essere troppo intransigenti sulla codifica di questo tipo di arredamento soprattutto quando il recupero dei mobili è stato realizzato da chi li utilizza nella propria casa. 
L’importante è che soddisfino chi ci vive e che rinnovandoli si siano divertiti ed abbiano imparato cose nuove, per questo  penso a volte si debba soprassedere alle piccole variazioni sul tema.
Lo stile Shabby Chic inizialmente raccontato da Rachel si è appunto evoluto in maniera piuttosto scomposta ramificandosi in vari sottogeneri, dal più romantico, al country a quello prettamente provenzale o quello contaminato dal Gustavien, spesso determinati dal luogo di creazione e dalla disponibilità del materiale.

Le tendenze più recenti stanno invece mettendo in evidenza tra gli addetti ai lavori ma non solo uno stile più semplice rispetto all’originale e con una codificazione meno complessa ma che ritroviamo ormai in maniera piuttosto omogenea sui più comuni canali di veicolazione moderna degli stili, i blog, le riviste digitali e tradizionali e i social network.


Natural Shabby - Il mio Shabby


Quello che io intendo per Natural Shabby è uno stile che ha come protagonista la semplicità, il ricordo del passato, la luce, l’ armonia che concorrono nel creare ambienti confortevoli che ci parlano di chi li abita ma senza rendere protagonista il ricordo raccontato attraverso le cose ma attraverso le emozioni. 
Dunque in che cosa è diverso il Natural Shabby dallo Shabby Chic? 
Ecco è molto meno chic (o forse di più?) ma soprattutto per nulla frivolo.
Non ha bisogno di pizzi, merletti, modanature, riccioli  o volute, sono la materia e la luce a dover emozionare.
I mobili da preferire sono prevalentemente recuperi poveri della prima metà del secolo scorso. 




Mobili in legno massiccio con finiture semplici, poche modanature, e la quasi assenza di lavorazioni complesse, intarsi, intagli etc. 
Sono mobili che solitamente hanno poco valore e che si presentano in legno naturale finito con vernici lucide oppure con smalti in strati sovrapposti. Raccolgono numerosi stili differenti e spesso troviamo molti di loro già sverniciati, passati per la recente fase della rimessa a nuovo di mobili comunemente definiti “arte povera”. 
Dovranno essere in buone condizioni e prima di lavorarli ci si dovrà accertare che siano privi di tarli e che non ci siano parti che possano comprometterne l’utilizzo quotidiano. In caso contrario andranno prima preparati possibilmente da un professionista.
Spesso si crede che basti dipingere di bianco qualunque cosa per essere esattamente a tema ma non è propriamente così. Anche il bianco deve avere delle caratteristiche specifiche, deve essere materico, opaco, imperfetto e come sempre le lavorazioni più semplici sono le più belle ma anche le più difficili da realizzare e non perché siano complicate ma solo perché devono essere prima capite, a volte bastano due pennellate ma devono essere quelle giuste.




I mobili perfetti sarebbero quelli che il tempo ha lavorato per noi, quelli che raccontano la loro storia e spesso anche la nostra ma non sempre si possono trovare proprio quando servono e dunque per questo la conoscenza delle patine è fondamentale per riprodurre il passare degli anni sui vecchi mobili e vecchi materiali.

Dunque è uno stile semplice, poco o per nulla "romantico" che non prevede cuori, stoffe americane, rouges, pois, fregi o decori complicati. Pochi materiali, pochi colori sempre pastello, lino canapa o vecchio cotone come tessuti, sempre tinta unita o con vecchi e delicati decori, stoffe stropicciate e mobili semplici, accompagnati da vecchi pezzi brocante. Non è difficile realizzare questo stile e in realtà per sapere se si stia operando nel modo giusto basterebbe chiedersi se i lavoro che si sta facendo è quello che il tempo avrebbe fatto da se, se si stia riproducendo una patina e se quella patina potrebbe essere quella naturale per quel tipo di oggetto.




Le principali patine per la riproduzione di mobili Shabby le potremmo riassumere così:


Assottigliamento della vernice

L’usura negli anni tende a far scomparire la vernice nelle zone di maggior utilizzo dei mobili facendone riaffiorare la struttura in legno.


Sfaldamento della  finitura

Il tempo tende a far sfaldare i vari strati di colore, spesso è provocato dall'esposizione agli agenti atmosferici.

Scrostatura della vernice

Una delle patine più difficili da riprodurre è forse la scrostatura della vernice che oggi viene chiamata Chippy Look.


Usura delle stratificazioni

Vi sarà capitato spesso di vedere dei mobili con stratificazioni di colore differente. Sono prevalentemente mobili risalenti agli anni 50-60 che nel vero spirito del recupero Shabby sono stati periodicamente ridipinti utilizzando quasi sempre colori pastello.





Pittura a calce
In passato le abitazioni avevano bisogno di essere disinfettate frequentemente per cercare di tenere sotto controllo malattie che altrimenti difficilmente sarebbero potute essere curate. Per farlo veniva impiegata la calce già nota per il suo potere antibatterico e che veniva sparsa sui pavimenti delle stalle e passata su muri e mobili una volta diluita.


Il decapè 

L’effetto decapè è strettamente collegato all'uso della pittura a calce in quanto quest’ultima era molto utilizzata anche come anti tarlo già all’epoca di Luigi XV.  Era però facilmente degradabile. Nel tempo il mobile si scrostava mantenendo il colore solo in prossimità delle venature.


Il cerusè

Una variante della decapatura si può realizzare utilizzando la 
cera decorativa bianca sempre dopo aver lavorato la superficie prima con la spazzola di metallo e poi con la carta vetrata.




Ossidazione del legno

Un antico tavolo di legno grezzo lasciato all’aperto per tanti anni, sotto un vecchio albero in giardino. Le venature consumate dal tempo ed una velatura grigia che racconta di lente giornate assolate. A questo assomiglia una delle patine più particolari da realizzarsi anche attraverso l'uso dell'aceto.


Craquelè

Il “Craquelè” è una antica tecnica di pittura che permette di creare su una superficie rigida un fitto intreccio di piccole crepe chiamato craquelure.
Nacque in Francia verso la fine del Settecento quando cioè la tendenza era quella di arredare con oggetti dal forte richiamo all’antico e mirava a riprodurre su diverse tipologie di superfici le caratteristiche crepe che si possono osservare sui vecchi quadri. 

Dunque tante tecniche e tutte mirate ad un solo obbiettivo, rendere usurato ciò che non lo è più.
Renderlo parte di un mondo nuovo ma che guarda al passato con nostalgia, ad un passato semplice, dove dipingere un mobile a volte non era un vezzo e doveva impiegare poco tempo, dove cambiare arredamento non era possibile e allora si prendeva in mano un pennello ed ogni tanto si ripassava un po' tutto con un colore differente senza tanti fronzoli.
Non serve solo saper fare, serve conoscere ciò che si vuole fare.
Questo è Shabby per me, non un esercizio di stile, il volo pindalico di un pennello che deve raccontare di notti insonni ad imprecare contro uno smalto che non si stende, giornate immerse mugugnando nella polvere a vecchie vernici che non si tolgono, vasche di soda caustica che rovineranno per sempre il legno, una spatola usata come un cilicio che ci farà dire "mai più" anche se il risultato ottenuto è quello che volevamo.
Shabby per me è semplicità, il poter cambiare qualcosa facendolo in maniera che rimanga un buon sapore in bocca e la voglia di ricominciare subito.



Le foto sono tratte da "The Beauty Diary" - tutti i diritti sono riservati -




mercoledì 18 marzo 2015

La Primavera ...


Primavera … ovvero la fabbrica dei sogni.


Non so perchè succeda ma ogni anno la mia vita viene sconvolta nello stesso modo.

Finito il Natale, finite le vacanze, finiti i viaggi ed il tempo libero che mi ritaglio dopo la stagione per me più impegnativa la mia testa comincia a riempirsi di immagini e pensieri nuovi.
Tanti, tantissimi ed ingovernabili.

Come una bimba immagino cosa potrei fare della mia vita, e incredibilmente ogni volta da quando son piccina è sempre lo stesso turbinio d'emozioni. 
Non importa che nel frattempo sia cresciuta, abbia una casa, una famiglia ed un lavoro che amo, penso a che cosa vorrei fare e lo faccio contemplando qualunque tipo di possibilità, compresa quella di diventare un'astronauta, ecco diciamo che non mi dò proprio dei limiti...

Di grazia non sono completamente instabile e dunque, quando le idee devono cominciare a farsi spazio e diventar concrete, tutte non riescono a passare dalla porta del buonsenso e per fortuna rimangono quelle meno matte, anche se non sempre sono le meno ardite ... per la “gioia” di mio marito al quale ogni anno prometto solennemente che sarà l’ultimo progetto e che finalmente comincerò a lavorare in maniera più tranquilla.
Ecco appunto, l’avevo promesso anche quest'anno, ho cominciato a farlo a settembre e l’ultima volta che ho pronunciato i miei voti eravamo seduti sotto ad un Litchy a Guadalupa … non molti mesi fa. 

Poi tutto è cambiato.


Credo sia l’aria della primavera, ne sono quasi convinta. Non importa inizi a sentirla già a febbraio nonostante abiti su un’altura delle Alpi Trentine, nonostante ci sia un metro di neve io la posso sentir comunque. 
Arriva come quando arriva l’amore, tutta insieme e non puoi pensare ad altro perché ti riempie completamente.

Per questo sono mancata un po’, la mia mente era in tutt’altro affaccendata. Non vi posso raccontare tutto perché molte delle novità si concretizzeranno tra qualche mese ma posso accennarvi una delle più importanti. 

Fa parte del garbuglio di idee primaverili degli anni passati, ha riempito pagine e pagine della mia vecchia Moleskine e finalmente ora comincia ad essere una realtà. 

All White non sarà più solo negozio, diventerà un brand.
Ve ne parlerò meglio nei prossimi post ma ora sono felice di poter dire che dopo tanti anni di lavoro finalmente potrò avere veramente ciò che mi piace e metterci il mio nome. Lo faccio già da anni con mobili e tessuti ma ora comincia una nuova avventura. Sono piccole linee differenti che verranno vendute da All White e da altri negozi. Sono idee sparse che ho coccolato e che ora spero diventino “piccole cose belle", un po' ala volta, come si deve fare quando in gioco c'è il cuore.


Sono progetti … perché nessun uomo può davvero vivere senza averne in testa almeno uno...e nascono adesso, quando sbocciano gli Ellebori, il periodo dove qualunque sogno si può davvero avverare.


Nell’attesa in negozio comincia ad arrivare la nuova stagione, leggera leggera, perché anche la vera Primavera sta per arrivare…


















venerdì 6 marzo 2015

Pizzi


Il pizzo è una trama leggera che racconta poesia...
è come un ricamo sull'aria. 
Anche chi come me ama le cose semplici non può non emozionarsi 
davanti all'impalpabile leggerezza di questa trama.






e poi ... il pizzo incontra il lino italiano


Su prenotazione sono disponibili cuscini 
60/60 o 50/50 in tre varianti di colore
Tovaglie solo pizzo 280/160 in grigio o avorio
Tende solo pizzo 160/260 in grigio o avorio
Tende pizzo e lino italiano 160/260 avorio su avorio




e sono tornati anche i cuscini stella!





lunedì 2 marzo 2015

La nuova collezione di tessuti


Scricchiolanti proprio come voglio io, con trame omogenee ma non troppo, lavati delicatamente con enzimi, senza fibre consumate, resistenti e leggeri allo stesso tempo, dall'aspetto vissuto...

Sono i tessuti che da sempre scelgo per le mie collezioni.

Lini
Purissimi
Italiani
Fregiati del prestigioso 
Master of Linen


Quest'anno però...ci sarà una novità.
Ve li ho presentati sempre in due colori, naturale o bianchissimo perchè non ho mai trovato le nuance che volevo. 
Ho cercato ovunque ma quasi sempre erano troppo intense oppure semplicemente non erano esattamente quelle che avevo in testa 
( so che molte di voi mi capiranno... )
Dunque ho deciso di crear da sola quello che volevo facendo tingere artigianalmente i miei tessuti.

Per questa stagione ho pensato ad una palette di sei toni diversi.
Oggi ve ne presento due: Pelargonium e Queen of Sweeden. 
Sono i due rosa che vestiranno il mio negozio, tende tovaglie, runner e 
naturalmente i miei cuscini Fiocco e Stella.

cuscino Fiocco Queen of Sweden


Pelargonium è nato per caso, come quando una goccia di colore cade nel barattolo sbagliato e tu rimani affascinata dell'energia che sprigiona. Dovevano essere solo colori così leggeri da non sembrar nemmeno tali ma poi è arrivato lui e la sua forza mi ha totalmente conquistata. Sarà l'accento della mia primavera.


Queen of Sweden invece è frutto di una ricerca appassionata, di quelle che ti fanno fare mille prove differenti per rincorrere il Colore di un Profumo.
Il profumo di Mirra della mia David Austin preferita. Il colore dei suoi delicatissimi petali.
Il colore di una rosa che aspetto con pazienza e che da sempre mi da grande ispirazione.



Il cuscino Fiocco è disponibile anche online









lunedì 23 febbraio 2015

In attesa della primavera ...


La primavera è per me il periodo più bello,
il cuore pieno di emozioni, la testa piena di idee.

Tante.

Vogliono uscire tutte insieme e non si può.

Sto preparando per voi un nuovo All White
e sta arrivando la nuova collezione.

Nuova collezione e come ogni primavera
All White Brocante...

un po' alla volta, in attesa della vera primavera.




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